Plumeria, profumo esotico di Sicilia
Pubblicato da Ezio in Articoli Plumeria · 4 Dicembre 2019
Tags: articolo, plumerie, compagnia, del, giardinaggio, plumeria, pomelia, frangipani
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Origine e diffusione in Sicilia
In tempi di tropicalizzazione del Mediterraneo non è raro vedere piante tropicali su balconi e giardini, perfettamente acclimatate. La Plumeria (detta anche “Frangipani” o “Pomelia”) è però arrivata molto prima di altre, giungendo in Europa già a metà del Settecento per mano degli inglesi e diffondendosi poi in Sicilia.
Arrivata a Palermo intorno al 1820, nell’antichissimo Orto Botanico dove esistono ancora vecchissimi esemplari, si è poi diffusa in tutta l’area palermitana fino a colonizzare le coste dell’isola. Immaginando una passeggiata nella Palermo dei primi del Novecento, il suo profumo dolce, delicato e agrumato evocava note speziate di cannella, vaniglia, rosa selvatica e gelsomino.Fascino storico e varietà siciliane
Nei palazzi nobiliari non mancavano vasi di “Pomelia” sui balconi principali, ricoperti in estate di fiori morbidi, carnosi, bianco panna con un “raggio di sole” nel cuore. Nei giorni di festa i ragazzini vendevano alle nobildonne mazzetti di “Pomelie” confezionati con nastrini e merletti.

Con il tempo la prima Acutifolia ha sviluppato fiori più grandi, con petali arrotondati e sovrapposti fino a formare quasi un cerchio chiuso, tanto da essere considerata varietà a sé: la Plumeria Palermitana.
Oggi in Sicilia sono diffuse soprattutto cinque varietà endemiche di Acutifolia: “Palermitana a fiore tondo”, “Palermitana a fiore grande” con petali a punta, rinominata Lutea, “Palermitana rosa”, rinominata Palermo Princess, Acutifolia a fiore piccolo bianco con cuore giallo, oggi rinominata Sant'Agata, Acutifolia a fiore medio bianco con cuore giallo e striature rosse sul bordo, rinominata Incarnata.
Non è chiaro se queste varietà siano frutto di mutazioni genetiche dovute a vecchi esemplari da seme o discendano da piante diverse coltivate nell’Orto Botanico di Palermo.

Caratteristiche botaniche e significati
La Plumeria appartiene alla famiglia delle Apocynaceae ed è originaria della fascia tropicale (Caraibi, Venezuela, Messico, Guatemala, Piccole Antille, Puerto Rico, Cuba, Colombia, Tahiti), dove in condizioni ideali può raggiungere i 10 metri. Delle sette specie note, che variano per dimensioni, portamento, foglie, forma, colore e profumo dei fiori, solo Rubra e Obtusa hanno attirato maggiormente collezionisti e ibridatori.
Da queste due specie sono stati prodotti più di 300 ibridi, con colori dal bianco al lilla e molte combinazioni nelle varietà “Rainbow”, e fiori di forme diverse (a 5 o 7 petali, a volte doppi o ad “ala di farfalla”).
I significati simbolici cambiano a seconda dei popoli:in Thailandia viene piantata vicino a tombe e templi ma raramente tenuta in casa perché considerata pianta sacra.

In Polinesia è simbolo di immortalità e buon auspicio e i fiori vengono usati per collane da indossare, donare o vendere ai visitatori come segno di amicizia e accoglienza.
Coltivazione: esigenze e cureLa coltivazione alle nostre latitudini non è impegnativa, purché si disponga di sole, un po’ di amore e un luogo caldo per l’inverno. Il suo punto debole è il freddo: non deve mai gelare, altrimenti la pianta muore. Predilige suoli sciolti e leggeri, ben drenati, perché il ristagno d’acqua provoca facilmente marciumi nei tessuti spugnosi.
Le principali indicazioni colturali sono:
- Usare vasi contenuti, poco profondi e preferibilmente non di plastica, per evitare la “cottura” delle radici in estate
- Preparare un terriccio sciolto con 50% torba scura e 50% perlite; in alternativa miscuglio di pomice fine e sabbia grossa.
- Da giugno a settembre annaffiare abbondantemente ma lasciare asciugare completamente il substrato tra un’irrigazione e l’altra.
- Al risveglio vegetativo (maggio–giugno) usare concime specifico ogni 10/15 giorni nell’acqua di irrigazione.
- Quando si è formata una rosetta di almeno tre foglie, integrare il concime in annaffiatura con uno stimolante fioritura ad alto titolo di fosforo e potassio per stimolare una fioritura copiosa.
- Da maggio, se le temperature lo permettono, esporre in pieno sole, scegliendo poi ad agosto una posizione che eviti il sole cocente nelle ore centrali.
- A ottobre–novembre, con l’abbassarsi delle temperature e la conseguente ingiallitura e caduta delle foglie, diradare le annaffiature fino a sospenderle.
- In autunno/inverno riparare la pianta al chiuso, in un luogo non umido, senza spifferi, con temperatura non inferiore a 15 gradi e lontano da fonti di calore dirette.
- Per prevenire marciumi invernali, trattare il tronco con fungicida a largo spettro, preferibilmente in polvere, ripetendo più volte durante tutto il periodo freddo.
Malattie, parassiti e rimedi
Le principali problematiche fitosanitarie e i relativi rimedi sono:
- Marciume basale dovuto a eccesso d’acqua: tagliare la parte malata, lasciare asciugare il taglio e ripiantare la talea in substrato nuovo.
- Marciume apicale causato da fungo, specie in inverno per umidità fredda: tagliare sotto la parte marcia e disinfettare con fungicida.
- Attacco fogliare di ragnetto rosso per scarsa ventilazione e aria calda-asciutta, con ingiallimento e caduta foglie: intervenire con acaricida specifico.
- Attacco di Aleurodide (farfalline bianche) che depongono uova in massa sotto le foglie, provocando ingiallimenti e accartocciamenti per la sottrazione di linfa da parte delle larve: parassita tenace, trattabile con insetticida specifico ogni sette giorni.
- Sporadici attacchi di Afidi o Cocciniglie, controllabili con miscele di insetticida e olio bianco minerale.
Non tutti gli aspetti sono stati approfonditi per mancanza di spazio, ma l’obiettivo è suscitare curiosità e aiutare a comprendere e amare meglio questa splendida pianta.
