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Impariamo a seminare le Plumerie

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Pubblicato da Ezio in Coltivazione Plumerie · 15 Dicembre 2019
Tags: SeminaPlumerie



Erroneamente si pensa che sia cosa molto elementare mettere a germinare dei semi di questa o dell'altra pianta.
Ma che ci vuole! Basta recuperare un po' di terra, un vaso e lo si butta li... tanto prima o poi spunterà!
Salvo poi rimanere delusi nel non vedere spuntare nulla e allora dare la colpa a chi vi ha venduto i semi... dicendo che erano vecchi!
Se osserviamo dei semi, vedremo che ogn'uno ha forme, composizione, struttura e caratteristiche diverse; questo non a caso, ma perché in milioni di anni la selezione naturale ha plasmato ogni singolo seme in modo tale da ottimizzarlo per le caratteristiche del suolo dove la pianta vive, le condizioni climatiche e le necessità chimiche per riprodursi quanto più possibile.
Vi faccio alcuni esempi:

gli Eucalipti producono semi molto resinosi e coriacei che non germineranno per decenni se non sentiranno le condizioni giuste scritte nel loro DNA; sono in genere alberi d'alto fusto che crescono in zone in cui il sottobosco è colonizzato completamente da altre essenze che ne impedirebbero la riproduzione e allora bisogna riprodursi quando il suolo è libero.
In occasioni di incendi, il sottobosco si ripulisce completamente mentre gli eucalipti, molto resinosi, resistono bene al fuoco che è un fattore di morte per molte essenze, ma di vita per esso.

Proprio il fuoco, scioglie la resina che ricopre il seme e ne permette l'immediata  germinazione sul sottosuolo libero e per giunta concimato dalla cenere.
Anche molte conifere usano lo stesso stratagemma, tanto che in  molti parchi e boschi vengono appiccati degli incendi controllati per far germinare i semi caduti o nascosti dagli uccelli e scoiattoli nel sottobosco. Anche le pigne si aprono solo se fa molto caldo e quindi il sottobosco è libero da erbacce.

Vediamo il Cappero che, come risaputo, cresce quasi esclusivamente su muri, rocce o comunque zone scoscese e calcaree.
Ma come poter mandare i semi sui muri?
Con le ali, ma non del cappero, ma degli uccelli, che attirati dalla dolcissima polpa dei frutti (tapini) ingoiano anche i semi che resistono indenni alla digestione e che poi vengono "seminati" per così dire, ricoperti di ottimo concime (guano), proprio nei posatoi: muri, anfratti fessure. Anche le lucertole ne sono ghiotte e poi " seminano nelle fessure dove abitualmente si nascondono.

E potrei continuare all'infinito perché ogni seme ha le sue peculiarità.

Ma veniamo alle Plumerie.

Producono dei baccelli tipo quelli degli oleandri, che contengono qualche decina di semi dicotiledoni e "alati".
Il baccello rimane appeso alla pianta per molti mesi fin quando le temperature sono ottimali per la germinazione dei semi che va dai 28 ai 38°C.

Solo in questa occasione le fibre del baccello si tendono fino a farlo aprire a scatto lasciando "volare" qualche metro più in la i semi.
Ma l'aletta serve anche a fare in modo che il seme "atterri" di punta e si infili in qualche crepa del terreno arido su cui in genere crescono.

Tenendo bene in mente questa lunga premessa, quando seminiamo la qualsiasi, dobbiamo sempre documentarci su dove e come in natura si riproducono e cercare di riprodurne le condizioni quanto più possibile!

Per seminare le nostre Plumerie, prima di tutto procurarsi dei semi, da fonti serie perché la normale germinabilità del 70% scende notevolmente oltre il primo anno. Inoltre non ha senso comprare semi di varietà specifiche, perché, se i semi provengono da coltivazioni multi varietà, questi saranno sicuramente ibridati per cui le nasciture saranno degli incroci di diverse varietà; ma anche se provenissero da la' dove vi è solo una varietà, dai semi comunque non verrebbe fuori un clone ma comunque un esemplare che potrebbe variare perché presenti dei geni degli antenati o comunque mutabili.

Iniziamo col mettere i semi fra due fogli di carta assorbente che bagneremo completamente e lasceremo a riposo per un giorno. Solo adesso possiamo seminare i semi reidratati e rigonfi. Quelli che non si rigonfiano sono sterili per cui eliminateli. Prepariamo del terriccio con torba  fine e agriperlite o sabbia in parti uguali e riempiamo il contenitore o i vasi da semina; bagniamo un giorno prima della semina.
Con un coltello da cucina
ora pratichiamo delle fessure dove poi infileremo il seme di punta e lasciando uscire "l'ala".

Non bisogna comprimere il terriccio, ma basta riempire lo spazio attorno al seme con un filo di terriccio asciutto.

Infilati tutti i semi, bagnare nuovamente con uno spruzzino e posizionare il tutto in luogo caldo e umido. Quanto più costanti saranno le temperature, tanto più veloce sarà la germinazione che avviene fra i 6 e i 20gg.

Per germinare non necessitano della luce, per cui si può seminare anche al buio purché ci siano le temperature intorno ai 20 gradi.
Per mantenere l'umidità, bisogna spruzzare spesso o ricoprire il tutto con del cellophane.

Una volta germinati però, rimuovere subito la copertura ed esporre alla luce o al sole filtrato.

Le nuove plantule cresceranno velocissime e in una sola estate sono in grado di raggiungere i 20cm.
Vanno ripicchettate ed invasate solo quando hanno almeno 2 palchi di foglie a parte i dicotiledoni che cadranno da sole.

Concimate solo dopo il ripicchettamento finale e con dosi leggere e continue.

Non aspettatevi fioriture prima dei 3/10 anni, ma in questo periodo la pianta crescerà rigogliosa e potrebbe anche raggiungere i 2 metri.





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