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I Concimi e i loro Misteri

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Pubblicato da in Concimi · 15 Dicembre 2019
Tags: Concimi

Concimi e loro composizione


Dire che è un argomento molto vasto è certamente riduttivo; sulla nutrizione delle piante esistono interi trattati e migliaia di articoli scientifici e continuamente se ne scrivono (anche se, come sempre, molti non dicono nulla di nuovo) e continuamente vengono messi in luce nuovi aspetti. Tanto per fare un esempio solo di recente si è aggiunto ai noti elementi nutritivi essenziali alla vita delle piante il nichel.

E' fondamentale tenere presente che quando si parla di potassio, fosforo ecc, sia nei suoli, nei fertilizzanti che nelle piante, lo si fa per semplificare il discorso, in realtà il potassio, il fosforo ecc contenuto nei fertilizzanti o nelle piante non lo è come elemento chimico "singolo", ma come composto che lo contiene. Ad es. l'azoto nei concimi può essere contenuto come urea oppure nitrato o solfato ammonico, il potassio come solfato, il magnesio come ossido ecc. Gli stessi elementi che forniamo con i concimi, oltre quelli che sono naturalmente presenti nel suolo e nell'atmosfera, li ritroviamo nelle piante facenti parti di composti diversi da quelli di partenza, cioè molecole e composti organici anche complessi alcuni dei quali hanno nomi a cui siamo abituati (clorofilla, glucosio, cellulosa, amido, DNA ecc).
Altra cosa da tenere ben presente è che sia i composti naturalmente presenti nei terreni, che quelli che aggiungiamo, non sono assorbiti dalle piante tal quali (ad es. il nitrato ammonico come nitrato ammonico NH4NO3), perchè non potrebbero. Questi composti perchè possano contribuire al nutrimento devono essere solubili in acqua, perchè è l'acqua che li trasporta; quando una parte di loro si "scioglie" nell'acqua si divide in composti più semplici non più elettricamente neutri, ma carichi (ioni), ad es. il nitrato ammonico NH4NO3 si scinde in NH4+ e NO3-, sono proprio questi ioni che le radici delle piante "vedono" e singolarmente e indipendentemente assorbono. Da questo momento iniziano nella pianta tutti quei processi elettrochimici che utilizzeranno l'elemento contenuto in questi ioni, per formare composti complessi utili alla pianta, e tutto ciò avviene in massima parte grazie alla carica elettrica che posseggono. Per altri composti le radici assorbono solo uno degli ioni in cui si è diviso, lasciando l'altro nel suolo.
Da ricordare che il pH del suolo può influenzare notevolmente la disponibilità e l'assorbimento di questi ioni, come pure la presenza "anomala" di uno può influenzare l'assorbimento di altri.
Possiamo quindi immaginare una pianta come un laboratorio elettrochimico che trasforma sostanze prive di "vita", presenti nell'ambiente, in sostanze (molto complesse) che insieme formano un organismo capace di crescere e riprodursi.
Perchè tutto ciò avvenga è necessario non solo avere a disposizione gli elementi nutritivi (nel senso dei composti che li contengono), ma anche energia (anche in natura non si fa nulla per nulla), energia che come è ben noto è data dal sole, ma anche da alcune reazioni chimiche capaci di fornirla. Oltre alla luce è indispensabile la presenza di acqua (tanta), che è l'unica sostanza assorbita dalle radici tal quale, ed una temperatura ambiente all'interno di un intervallo di vivibilità al di sotto ed al di sopra del quale il "laboratorio" pianta cessa di funzionare.
Anche la quantità di elementi nutritivi nell'ambiente non può essere qualsiasi, al di sotto di un certo valore (anche di uno solo di quelli ritenuti essenziali) la crescita della pianta è più o meno compromessa, ma anche al di sopra, quando si iniziano a presentare fenomeni di fitotossicità o interferenza con l'assorbimento di altri nutrienti. Questi valori variano da pianta a pianta e di ciò bisogna tenere presente quando si concima per evitare inutili o addirittura dannosi apporti per la pianta (e per l'ambiente).
Le piante sono costituite per larga parte di acqua, che come detto non può mancare, per conoscere gli elementi nutritivi (oltre l'acqua) necessari per la crescita e la riproduzione, un metodo semplice (avendo le conoscenze e le attrezzature) è essiccare un campione e fare l'analisi dei suoi componenti. Naturalmente vi sono variazioni da pianta a pianta, da piante erbacee a legnose, ma in linea generale si può dire che oltre il 90% (in peso) è costituito da carbonio (C), idrogeno (H) ed ossigeno (O), che sono gli elementi più presenti nei composti organici; azoto (N) e potassio (K) sono dell'ordine del %, fosforo (P), calcio (Ca) e magnesio (Mg) intorno allo 0,2%. A seguire tutti gli altri con percentuali nettamente inferiori.

“Titolo” di fertilizzanti e concimi

In agricoltura, si intendono unità fertilizzanti i Kg. di Azoto, Fosforo, Potassio e degli altri elementi indispensabili alla pianta. Frasi del tipo “occorrono 100 unità fertilizzanti di Azoto per ettaro”, vuol dire che per ogni ettaro bisognerà distribuire sul terreno tanto concime da raggiungere, in totale, 30 Kg. di Azoto assimilabile dalla pianta. Per gli elementi Fosforo e Potassio, le unità fertilizzanti, più volte citati, si riferiscono alla formula chimica assimilabile dalle piante, cioè rispettivamente Anidride fosforica (P2O5) e Ossido di Potassio (K2O).

Ma per conteggiare precisamente la quantità di fertilizzante, bisognerà conoscere un secondo parametro, cioè il suo titolo. Con la definizione del titolo di un concime, infatti, arriviamo a un punto cruciale di questa guida.
Sulle confezioni dei concimi vengono indicate delle cifre, separate da trattini, o a volte interspaziate da segni di addizione. Se ci troviamo davanti a un composto minerale che riporta il titolo 15-3-15, vuol dire che su 100 Kg. di prodotto 15 saranno di Azoto, 3 di Fosforo e ancora 15 di Potassio. Eventuali altri elementi saranno aggiunti e specificati da una legenda sottostante al titolo stesso. Queste cifre si ottengono con le formule stechiometriche, proprie della chimica, sulle quali non conviene soffermarci per evitare eccessive confusioni.

Di seguito l'elenco degli elementi essenziali, con in parentesi la forma con cui vengono assorbiti dalla pianta (solo per curiosità, non avendo alcuna utilità pratica per noi non addetti ai lavori) e, grossolanamente, il ruolo assolto ed i sintomi di carenza e di eccesso.

Carbonio C (CO2)

Fissato attraverso la fotosintesi dall'ossido di carbonio presente nell'atmosfera.
Ruolo: elemento base di moltissime molecole e composti organici (amidi, zuccheri, cellulosa ecc.).

Idrogeno H (H2O)
Dall'acqua nel terreno e nell'atmosfera.
Ruolo: come il carbonio.



Ossigeno O (O2)

Dall'aria.
Ruolo: elemento base di moltissime molecole e composti, riveste un ruolo fondamentale nella "respirazione" delle piante.

Azoto N (NO3-, NH4+)
Ruolo: l'azoto entra come componente in clorofilla, proteine, enzimi e vitamine. Accelera la crescita delle piante e ne intensifica la colorazione verde.
Carenza: crescita stentata, ingiallimento e necrosi dei margini delle foglie ad iniziare da quelle più vecchie*
Eccesso: ritardo e diminuzione di fioritura e fruttificazione

*Gli elementi nutritivi all'interno della pianta possono essere mobili, nel senso che sono facilmente trasportabili da una parte all'altra della pianta, o più o meno immobili. Quando la carenza riguarda un elemento "mobile", poichè nella crescita della pianta vengono favorite le foglie più giovani e gli apici vegetativi, la carenza si manifesta inizialmente nelle foglie più vecchie, perchè è da lì che vengono sottratti quegli elementi non più disponibili nel suolo. Nel caso invece di elementi poco mobili, quindi intrasportabili dalla vecchia alla nuova vegetazione, la carenza si manifesta nelle foglie più giovani. La parte dove inizia a manifestarsi la carenza può quindi darci un primo indizio sui possibili elementi carenti.

Fosforo P (H2PO4-, HP04--)
Ruolo: interviene nella germinazione dei semi e nella fotosintesi; stimola l'emissione di radici, la ripresa vegetativa, la fioritura e fruttificazione; in quanto contenuto in una particolare sostanza (ATP*), è coinvolto in larga parte delle razioni chimiche che avvengono nella pianta che necessitano di energia, quindi in quasi tutte le fasi della sua crescita.
Carenza: ritardo in tutte le fasi della crescita, insufficiente apparato radicale, scarsa fioritura e fruttificazione, caduta prematura di fiori e frutti.
Eccesso: può interferire sull'assorbimento di ferro e zinco.

*L'ATP (adenosina-trifosfato) è una sostanza che può benissimo essere paragonata ad una batteria ricaricabile. L'energia solare è disponibile solo sulla superficie delle piante e solo per una parte del giorno, mentre il "laboratorio pianta" lavora giorno e notte (pur assolvendo a compiti diversi) ed ha quindi bisogno costantemente di energia. Tale energia è in parte fornita da questo composto chimico instabile che, all'occorrenza, si divide in due tronconi con rilascio di energia, in parte utilizzata per favorire una reazione chimica che ne ha bisogno, in parte trasformata in calore. La luce solare(ma non solo) poi "ricarica" questa biobatteria facendo in modo di ricostituire i due tronconi. L'ATP non è solo prerogativa delle piante, ma è presente anche negli animali (uomo in testa) ed ha il ruolo di fornire energia ad es. ai muscoli, la differenza riguarda la "ricarica" che negli animali avviene tramite il cibo ingerito.

Potassio K (K+)
Ruolo: coinvolto nella produzione di carboidrati e proteine e nel patrimonio enzimatico*, interviene nella divisione cellulare e nell'equilibrio idrico della pianta (apertura e chiusura degli stomi) migliora la resistenza alla siccità, al freddo ed alle malattie; intensifica la colorazione dei fiori e le caratteristiche organolettiche dei frutti ed il loro contenuto di oli.
Carenza: crescita stentata, fusti deboli con accorciamento degli internodi, "bruciatura" dei bordi delle foglie più vecchie (elemento mobile).
*Gli enzimi sono sostanze proteiche capaci di accelerare notevolmente, con la loro presenza, alcune specifiche reazioni chimiche, quindi in ultima analisi favoriscono lo sviluppo della pianta.

Calcio Ca (Ca++)
Ruolo: fa parte della struttura delle pareti cellulari*, interviene nella crescita e divisione delle cellule.
Carenza: è un elemento immobile, quindi una eventuale carenza si manifesta nella nuova vegetazione, con crescita stentata, macchie nere su foglie e frutti ed eventuale ingiallimento dei margini delle foglie (nuove).
Eccesso: interferisce con l'assorbimento del magnesio; solitamente alti livelli innalzano il pH rendendo non disponibili all'assorbimento molti microelementi.
*La parete cellulare non assolve al semplice compito di "contentore" della singola cellula e di protezione da eventuali agenti patogeni, perchè ci sia "vita" le cellule devono potere scambiare informazioni e sostanze con le altre cellule ed il mondo circostante, la parete della cellula ha quindi questa importantissima funzione di filtro e di raccordo e comunicazione.

Magnesio Mg (Mg++)
Ruolo: componente essenziale della clorofilla, interviene negli enzimi per la produzione di grassi, zuccheri e carboidrati e nello sviluppo di frutti e semi.
Carenza: ingiallimento o arrossamento delle foglie più vecchie (elemento mobile) tra le venature e loro prematura caduta, foglie più sottili del normale e con i bordi che tendono a diventare ondulati.
Eccesso: interferenza con l'assorbimento del calcio, piccole macchie necrotiche nelle foglie (più vecchie).

Zolfo S (SO4++)
Ruolo: è presente negli aminoacidi, enzimi, proteine e vitamine ed ha un ruolo fondamentale nella formazione della clorofilla.
Carenza: colorazione verde pallido dell'intera pianta con le venature più pallide del resto della lamina fogliare ed ingiallimento delle foglie più vecchie. Rachitismo
FerroFe (Fe++)
Ruolo: essenziale per la sintesi della clorofilla, interviene nella crescita della nuova vegetazione.
Carenza: impallidimento e successivo ingiallimento delle foglie nuove, tranne le venature. In suoli alcalini non è assorbibile dalle piante anche se presente in grandi quantità e bisogna ricorrere a chelati.

Cloro Cl (Cl-)
Ruolo: interviene a mantenere l'equilibrio idrico e nella fotosintesi.
Carenza: appassimento precoce, clorosi.
Eccesso: fitotossico se supera certi livelli (differenti da specie a specie).

Manganese Mn (Mn++)
Ruolo: coinvolto nella respirazione delle piante, nella fotosintesi e nel metabolismo dell'azoto.
Carenza: stessi sintomi di carenza di ferro nelle foglie giovani, in caso di grave carenza le zone tra le venature possono diventare bianche. In prossimità delle venature possono comparire macchie brune o nere. In suoli neutri o alcalini, vale quanto detto per il ferro.
Eccesso: in suoli acidi può diventare fitotossico.

Boro B (BO3---)
Ruolo: interviene nella formazione delle pareti cellulari, delle membrane e del trasporto degli zuccheri. Influenza tra l'altro la divisione cellulare, la fioritura e fruttificazione.
Carenza: necrosi degli apici vegetativi (elemento immobile), le foglie si ispessiscono e diventano fragili, i frutti, pallidi, presentano spaccature e punteggiature brune.
Eccesso: bordi delle foglie (vecchie) con macchie necrotiche, l'eccesso presenta gravi rischi di fitotossicità.

Zinco Zn (Zn++)
Ruolo: ha un ruolo attivo nella formazione di carboidrati, proteine e della clorofilla e nell'allungamento dei fusti; componente di molti enzimi.
Carenza: maculature clorotiche sulle foglie, foglie giovani più piccole, internodi più ravvicinati, bordi fogliari distorti od ondulati; la sua carenza interferisce con l'assorbimento del ferro.
Eccesso: in suoli acidi la sua presenza può diventare fitotossica.

Rame Cu (Cu+, Cu++)
Ruolo: concentrato principalmente nelle radici, interviene nel metabolismo dell'azoto e nella formazione della vitamina A. E' un componente di molti enzimi.
Carenza: macchie brune sulle nuove foglie e necrosi degli apici vegetativi.
Eccesso: fitotossico.

Molibdeno Mo (MoO4--)
Ruolo: componente di enzimi che favoriscono l'assorbimento dell'azoto è utilizzato anche dai batteri presenti nei noduli delle radici di alcune piante che fissano l'azoto dell'aria rendendolo disponibile per l'assorbimento.
Carenza: la sintesi delle proteine è compromessa e la crescita della pianta si blocca. Le foglie impallidiscono, come per la carenza dell'azoto ed i margini fogliari tendono ad incurvarsi.



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